Selettività Alimentare e Autismo

Selettività alimentare nei bambini con autismo: come aiutarli a superarla

Il pasto è un momento importante nella routine quotidiana di ogni famiglia perché rappresenta un’occasione per lo sviluppo di abilità come l’imitazione o l’interazione sociale.

Cosa è la selettività alimentare nell’autismo?

La selettività alimentare è un comportamento caratterizzato da un’eccessiva rigidità nelle scelte alimentari. I bambini con autismo che hanno questo atteggiamento tendono a preferire un numero limitato di alimenti, spesso rifiutando di provare nuovi cibi.

Quali sono i fattori che contribuiscono alla selettività alimentare nei bambini con autismo?

I fattori che possono contribuire alla selettività alimentare nei bambini con ASD sono molteplici, tra cui:

  • Problemi sensoriali: i bambini con ASD possono essere sensibili a determinati stimoli sensoriali, come la consistenza, il sapore o l’odore del cibo. Questo può portare a un rifiuto di alcuni cibi;
  • Problemi motori: i bambini con ASD possono avere difficoltà a masticare o deglutire certi cibi;
  • Problemi comportamentali: i bambini con ASD possono avere difficoltà a gestire le emozioni, come l’ansia o la frustrazione. Questo può portare a comportamenti problematici durante i pasti, come il rifiuto di mangiare o il lancio del cibo;

Quali sono le conseguenze della selettività alimentare?

La selettività alimentare può avere conseguenze negative per la salute e lo sviluppo dei bambini con autismo, tra cui:

  • Malnutrizione: una dieta limitata può portare a un deficit di nutrienti essenziali, con conseguenze per la crescita, lo sviluppo cognitivo e il sistema immunitario;
  • Problemi comportamentali: la selettività alimentare può essere fonte di stress e ansia per i bambini e le loro famiglie, e può portare a comportamenti problematici, come l’aggressività o l’isolamento sociale;

Quali sono gli interventi per la selettività alimentare?

La selettività alimentare rientra tra i comportamenti disfunzionali, attivi durante i pasti, che potrebbero avere conseguenze sul piano nutrizionale e relazionale. La gestione del pranzo, della cena o la preparazione di ‘pasti speciali’ alza i livelli di stress e di ansia dei genitori coinvolti, perché fonte di frustrazione e preoccupazione. Le persone con disturbi dello sviluppo spesso mostrano alti livelli di selettività alimentare e ciò può causare una carenza di micronutrienti che potrebbero portare a conseguenze specifiche per la salute.

Le difficoltà di alimentazione per i bambini con disturbi dello spettro autistico si manifestano sotto forma di selettività alimentare e problematiche associate a comportamenti disfunzionali durante il pasto.
Queste possono essere:

  • rifiuto di cibo;
  • assunzione di cibo singolo ad alta frequenza;
  • repertorio alimentare limitato;

Anche se alcuni considerano la selettività alimentare, in età prescolare, come una fase transitoria essa, per alcuni, può essere molto più grave.

L’assunzione inadeguata di cibo e la carenza dei principali nutrienti specifici potrebbero influire sulla salute generale e sullo sviluppo del bambino portando un’eccessiva perdita di peso, malnutrizione, ritardo dello sviluppo sociale e cognitivo.

Alimentazione selettiva e disturbi dello spettro dell’autismo

I disturbi dello spettro autistico (ASD) sono caratterizzati da difficoltà nelle interazioni sociali, ipersensibilità, interessi ristretti e comportamenti ripetitivi; uno di questi comportamenti caratteristici è la selettività del cibo vale a dire uno stile comportamentale contraddistinto da forte rigidità nelle scelte alimentari.

I bambini con disturbi dello spettro autistico tendono a mostrare una selettività alimentare prima dei loro coetanei, a sviluppo tipico o con disturbi dello sviluppo stesso.
In particolare, i bambini con disturbi dello spettro autistico possono avere delle forti preferenze per determinati tipi di cibi in virtù della loro consistenza (ad esempio frullato), temperatura, forma, quantità, del loro odore, colore o gusto, inoltre potrebbero accettare un numero limitato di pasti in base a come vengono preparati o impiattati e attuare una serie di rituali riferiti al cibo stesso.

Spesso la selettività alimentare è accompagnata da comportamenti quali:

  • pianto;
  • capricci;
  • lanciare il cibo;
  • comportamenti auto ed etero aggressivi;
  • alzarsi dal tavolo;
  • sputare il cibo;
  • vocalizzi rumorosi;

Quali fattori contribuiscono al mantenimento della selettività alimentare?

Sia i fattori fisiologici che quelli ambientali potrebbero contribuire al mantenimento della selettività alimentare. I fattori fisici e biologici possono includere anomalie anatomiche, sensoriali e percettive, disfunzione motoria-orale, disturbi metabolici, allergie alimentari e respiratorie e problemi gastrointestinali.
Per esempio, possono verificarsi anomalie strutturali del cavo orale o scarsa coordinazione delle strutture orali che possono portare a un deficit delle capacità di succhiare, mordere, sgranocchiare, masticare o deglutire.

Questi deficit possono interferire notevolmente con il mangiare, portando a una difficoltà a ingerire cibi di diversa consistenza e ad abitudini alimentari “particolari”.

Allo stesso modo, i problemi gastrointestinali possono influenzare le preferenze di cibo di un bambino ed esse sono considerate comuni per i bambini con autismo.

Un problema gastrointestinale comune è il reflusso gastroesofageo.
Sebbene tali problematiche possano causare direttamente dei problemi di alimentazione, non è tipico che si sviluppino gravi problemi senza il contributo delle variabili ambientali.

Esempio personale: Emanuele ha mangiato per 4 anni pasta (solo pennette) lessa senza aggiunta di nessun condimento e petto di pollo alla piastra, era stressante dovergli cucinare sempre la stessa pietanza, questo ci condizionava ulteriormente quando volevamo mangiare al ristorante o in pizzeria.

Abbiamo proposto ad Emanuele alternative per lunghissimo tempo senza successo, solo con il metodo A.B.A. attraverso la rieducazione siamo riusciti per gradi ad integrare il piano alimentare con tantissimi cibi, ora Emanuele mangia pasta al sugo, pasta al pesto anche con l’aggiunta di parmigiano, polpette, rosbif, patate fritte e spinaci.

Dobbiamo continuare a lavorare ma i risultati che ci accompagnano in questo percorso sono più che soddisfacenti, fermo restando che Emanuele così come ogni individuo ha delle preferenze e dei gusti indipendentemente dalle sue caratteristiche.

Selettività alimentare nei bambini con autismo: consigli pratici per i genitori

Il pasto è un momento importante nella routine quotidiana di ogni famiglia, ma per i bambini con disturbi dello spettro autistico (ASD) può essere una fonte di stress e ansia. La selettività alimentare, un problema comune nei bambini con ASD, può portare a una dieta limitata e carente di nutrienti, con conseguenze negative per la salute e lo sviluppo.

Esistono diversi interventi che possono essere utili per affrontare la selettività alimentare nei bambini con ASD. Tra questi:

  • Terapia comportamentale: la terapia comportamentale, come la terapia ABA, può aiutare i bambini a superare le loro paure e a sviluppare nuove abilità alimentari;
  • Esposizione graduale: l’esposizione graduale a nuovi cibi può aiutare i bambini a familiarizzare con sapori e consistenze diverse;
  • Presentazione divertente del cibo: rendere il cibo più divertente e appetibile può aiutare i bambini a superare le resistenze;

Conclusione:
La selettività alimentare può essere una sfida per i bambini con ASD e i loro genitori. Tuttavia, con il supporto e l’intervento appropriati, è possibile aiutare i bambini a sviluppare un’alimentazione sana e bilanciata.

Esempi concreti:

Per aiutare i bambini con autismo a superare la selettività alimentare, è importante presentare loro nuovi cibi in modo graduale e divertente. Ad esempio, è possibile iniziare con piccoli assaggi di nuovi cibi, e aumentare gradualmente la quantità e la frequenza degli assaggi. È anche importante rendere il cibo più divertente e appetibile, ad esempio decorando i piatti o utilizzando utensili colorati.

La terapia ABA può essere un intervento efficace per la selettività alimentare perché si concentra sul rinforzo positivo per incoraggiare i bambini a provare nuovi cibi. Ad esempio, si può dare al bambino un premio, come un complimento o un giocattolo, quando prova un nuovo cibo.
È importante lavorare con un terapista qualificato per sviluppare un piano di trattamento personalizzato per il bambino. Il terapista può aiutare i genitori a comprendere le cause della selettività alimentare del bambino e a sviluppare strategie di intervento efficaci.

Se sei un genitore di un bambino con autismo che lotta con la selettività alimentare o desideri scoprire nuovi approcci e strategie per migliorare la qualità alimentare del tuo piccolo, siamo qui per aiutarti. Contatta Happy-Mind per accedere a consigli pratici e supporto personalizzato per affrontare questa sfida insieme.

Contattaci